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Il Ruanda si affida alla Spirulina per i suoi bambini

A Kigali, capitale del Ruanda, molte scuole primarie hanno iniziato a coltivare la Spirulina, dal momento che i direttori delle scuole si sono resi conto delle enormi potenzialità di questa microalga. Anche altre città del Ruanda si sono mosse verso la coltivazione di questa microalga, coinvolgendo direttamente gli studenti.
Le condizioni di vita in questo paese sono difficili, e uno dei principali motivi per cui si è deciso di ricorrere alla Spirulina è legato al fatto che è considerata una fonte completa di proteine: contiene tutti i nove aminoacidi (che servono all’essere umano) necessari per la sopravvivenza.
In Ruanda la Spirulina è vista come una possibile soluzione ai problemi nutrizionali che affliggono la popolazione, tanto da essere già considerata come l’alimento  del futuro.
A favore del Ruanda si è schierato WFP, World Food Programme (Programma Alimentare Mondiale), l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare nei paesi in via di sviluppo; il programma di alimentazione scolastica, che fa parte di una campagna del WFP lanciata dall'agenzia nel 2001, si propone di ampliare e migliorare l'istruzione e l'educazione alimentare di milioni di bambini poveri e mal nutriti in tutto il mondo.

Il coinvolgimento dell’Agenzia delle Nazioni Unite ha permesso di aumentare il tasso di iscrizione nelle scuole, così come è migliorata notevolmente anche la condizione di salute degli scolari in quanto le condizioni sanitarie (delle aule) negli ambienti scolastici sono migliorate.

Dunque, non solo in Etiopia, dove è già presente un laboratorio di Spirulina, ma anche in Ruanda si è indirizzati a utilizzare la Spirulina come ha dichiarato il ministro dell’agricoltura, Geraldine Mukeshimana, affermando che anche le regioni che non possiedono le condizioni ottimali per la coltivazione della Spirulina faranno in modo di poterne fare uso.

È molto importante che l’esempio di Microlife, con i progetti delle coltivazioni di Spirulina in missioni del Kenya e dell’Etiopia, abbia poi un seguito in questo tipo di iniziative. Gli sforzi che Microlife fa per diffondere le coltivazioni di microalghe, al fine di combattere la malnutrizione e di aiutare la cultura dell’organizzazione del lavoro all’interno delle realtà più sfortunate in Africa, assumono un nuovo senso se considerate come punto d’inizio di uno sviluppo delle realtà più povere del pianeta.

Tratto da Shanghai Daily


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