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La vitamina della giovinezza

La vitamina k è stata definita come la vitamina “verde” dal momento che è presente nella maggior parte degli alimenti vegetali e convive con la clorofilla delle foglie verdi. Tra i benefici che produce questa vitamina vi è quella di favorire la coagulazione del sangue, la veloce cicatrizzazione e il controllo delle emorragie; tutti effetti che si possono prevenire se ci si assicura una buona dose giornaliera della vitamina k.

Il dottor Leon Schurgers, scienziato che studia da circa vent’anni i benefici della vitamina K, la divede tra vitamina K1 e K2 in base ai diversi benefici che apportano; la prima si trova negli ortaggi a foglia verde e arriva direttamente al fegato, aiutando a mantenere il sistema di coagulazione del sangue ottimale. Oltre a questo la vitamina K1 contribuisce anche a mantenere i propri vasi sanguigni liberi dalla calcificazione, e assiste le ossa a trattenere il calcio e sviluppare la corretta struttura cristallina.

La vitamina K2 va direttamente sulle pareti dei vasi sanguigni, nelle ossa e nei vari tessuti diversi dl fegato. Questa vitamina è presente negli alimenti fermentati.

La vitamina K è prodotta in modo naturale dalla nostra flora intestinale, ma la quantità così prodotta assicura solo la metà di quella necessaria, il resto deve provenire dalla nostra dieta. Ecco perché diventa importante assunzione di alimenti quali: spinaci, broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles, fagiolini, asparagi, rape, piselli, cavolfiori e Spirulina. La Spirulina è un'ottima fonte di vitamine: A, vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6,B12), E, e appunto la vitamina K. La Spirulina Microlife viene prodotta a bassa essicazione permettendo così di mantenere intatte tutte le sue proprietà.
Sull'importanza di questa vitamine è stato condotto uno studio, da parte di un gruppo di ricercatori della Rush Univerity di Chicago, dal quale è emerso che la vitamina K aiuta a rallentare il processo cognitivo associato all'età, ovvero consente di avere capacità cognitive di persone più giovani di 11 anni rispetto a chi non ne fa uso.


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